- Il mio Tempo -
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martedì, 03 ottobre 2006
postato da:[Renata57] alle ore [03:02]
Mi sparo la musica direttamente nel cervello
così non sento più la mia anima urlare la sua disperata agonia
sento solo il dolore che devasta, aumentare
ma non smetto
alzo il volume e pulsa il ritmo frenetico della batteria
con le mie sinapsi impazzite e dolenti
ma l'urlo dell'anima è sempre più forte
vorrei prenderla fra le mie mani e schiacciarla una volta per sempre
farle colare via la linfa che la alimenta
vorrei spappolare questo cervello inutile e devastato dal male
vorrei andare
vorrei restare ancora un po' per capire...
vorrei aiutarmi ma non ci riesco
il pozzo è sempre più profondo e buio.
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giovedì, 13 luglio 2006
postato da:[Renata57] alle ore [23:30]
Si può credere nel domani... si può.
Ricostruire sulle ceneri ancora fumanti... si può.
Guardarsi allo specchio e vedere una sconosciuta, un corpo che non ci appartiene, un volto deformato dal dolore e dalle medicine, un corpo che non sta più in nessuno dei vestiti nell’armadio, roba di due, tre anni fa, ma è stretta o corta o non entra proprio più... accade anche questo.
Ieri... posso toccarlo ancora, sentirne il cattivo odore, a tratti un lieve profumo che svanisce rapidamente, qualche motivetto musicale che riecheggia scivolando su volti , mani, denti, corpi... tanti troppi, un ammasso confuso di corpi ... parole, sospiri, bocche urlanti, piegate in smorfie di dolore, di piacere... bocche mute per sempre che urlano parole di rabbia, di pena, chiedono i perché che non so, chiedono l’ aiuto che non ho più il potere e la forza di dare...
Vorrei non sentirle più, vorrei dare a loro e a me la pace e il silenzio che meritiamo...
Si può credere nel domani?
È necessario fare pace con le ombre infuriate del passato altrimenti non c’è storia!
Bisogna gettare la manciata di terra sulla bara, l’ultimo estremo atto d’addio, asciugare l’ultima lacrima, voltare le spalle e porgere il volto al sole che pallido si affaccia dietro le nuvole.
Si può credere finché si è ancora qui, che ci sia un riscatto, un “dietro l’angolo” che non sia necessariamente un vicolo buio e puzzolente come tutti gli altri.
In realtà non ci sono alternative o prosegui o molli l’osso! Prendere o lasciare signori e signore!
Allora mi invento la fiducia e un sogno... uno qualsiasi non importa...
Mi dico che il dolore finirà, che sarò in grado di riprendere un ultimo pezzetto di vita, la mia vita, che sarò in grado di guardarmi allo specchio e non provare più pena per quell’estranea che mi guarda con gli occhi gonfi, la faccia gonfia e stanca...
Mi dico che l’angelo che ho incontrato merita di più immensamente di più di quello che io sono adesso e voglio essere io a fargli sentire l’amore che ha scatenato nel mio cuore e che non so se riesco a farlo arrivare fino al suo...
Si può fare.. si può credere ma non ora! Non finché il dolore mi tortura il cervello come una tenaglia che stringe stringe e stringe...
No... finché il dolore mi spacca il cervello a martellate e mi fa vomitare e rattrappire in un letto finché i muscoli tremano incontrollabili... spasmi di limiti superati che il corpo non sopporta più... sudore e brividi e voglia di urlare ma non si può neanche aprire la bocca perché ogni movimento aumenta il dolore... si può solo restare immobili e al buio.... e aspettare.
