- Il mio Tempo -
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martedì, 03 ottobre 2006
postato da:[Renata57] alle ore [18:43]
Mi chiedo cosa mi tormenta, un tarlo che scava senza sosta
un'inquietudine che smantella le mie piccole certezze, le mie occasioni di pace
cos'è
una malinconia strisciante, un'incapacità all'oblio, alla smemorateza che invoco come pietà estrema
mi strappo l'anima dolente e in lacrime.. invano...
come tumore che corrode i gangli nervosi
eppure.. mi dico... il male del passato è confinato in un ieri morto e sepolto
ma non ho elaborato il lutto... i tanti lutti... non ho finito le mie lacrime
non ho tolto il velo nero dal cuore
si.. la tua mano leggera e amorosa, delicata come un sospiro, ha sollevato un lembo
e piano piano tenta di togliere quel velo pesante come un macigno
tu come angelo di salvezza, fine e delicata anima di luce
tu curi le mie ferite lenisci il mio dolore
dov'eri? Ti ho perso e ritrovato
ma troppa vita fra il prima e il dopo
inquina la mia felicità
"abbi pietà del mio soffrir" (Aida)
risucchiata nel lento ma implacabile buco nero del mio essere
annaspo vado sotto ritorno su straziante balletto di morte
vedo la tua mano l'afferro scivola via la riprendo e stringo con forza
non mollare la presa amore mio!
Se puoi... stringi più che puoi... non lasciarmi cadere... quello che vedo mi terrorizza
lì c'è il buio lo stridore del dolore il lamento del mistero
insieme a te
insieme nella luce
